“Per questa gara ti ho iscritto nei 200 misti”
Quando queste parole escono dalla bocca del proprio allenatore c’ è sempre quel brivido in più che scorre sulla pelle.
In fin dei conti non è la gara (sulla carta) più faticosa del programma. C’è di peggio, per così dire.
Eppure una delle più grandi preoccupazioni di un nuotatore, dall’Esordiente B fino al campione olimpico, appartiene proprio ai misti: la virata dorso-rana.
Forse solo la paura di perdere il conto delle vasche in un 400 o 800 stile (non così scontato come sembra) può fare concorrenza.
Nonostante questo, la brama di superare ogni limite ha portato i nuotatori ad adottare sempre più spesso nuovi tipi di virate anche più complicate pur di rendere più efficiente la transizione.
I Tipi di virata dorso-rana
Virata aperta, “Tocco e riparto”: questa è la più classica delle virate, la prima che ci viene insegnata e che fino agli inizi degli anni 2010 era la virata più diffusa anche tra gli Olimpici. Questa consiste nell’effettuare un arrivo a dorso, per poi iniziare una virata simile a quella a rana o farfalla, dopo il tocco si alza la testa mentre si raccolgono le gambe verso il torace, e una volta che entrambi i piedi si sono appoggiati al muro, la mano d’arrivo passa fuori dall’acqua per iniziare la spinta e la frazione a rana.
- Pro: molto semplice, possibilità di prendere fiato appena prima della subacquea
- Contro: il movimento non è fluido e sollevare la testa non la rende la soluzione più veloce
Virata Somersault: anche detta la” virata suicidio “ ha preso piede soprattutto nella seconda metà dello scorso decennio. Questo tipo di virata si effettua nuovmente con un arrivo a dorso, a cui segue una capriola al contrario, rivolgendo la testa sott’acqua con lo sguardo completamente verso il muro.
- Pro: fluida e veloce
- Contro: si chiama virata suicidio per un motivo, considerando lo scivolamento per l’arrivo a dorso in aggiunta alla capriola al contrario, che utilzza molto più ossigeno della capriola in avanti, ci si ritrova spesso a effettuare una subacquea a rana alla velocità della luce pur di uscire al più presto dall’acqua per respirare.
Virata Crossover: la più recente delle virate dorso-rana, nonchè la più utilizzata attualmente. La virata crossover si effettua toccando il muro sul dorso, immergendo la testa e ruotando poi verso il lato opposto al braccio di arrivo, a seguire si raccolgono le gambe ad effettuare una sorta di virata sul fianco per poi concludere la spinta.
- Pro: la più veloce, più elegante e affascinante alla vista, ed è inoltre molto meno dispendiosa in quanto a fiato della virata suicidio, nonostante non ci sia anche in questo caso il sollevamento della testa.
- Contro: è difficile da imparare, poichè sembra controintuitivo il fatto di ruotare verso il lato opposto al braccio di arrivo. Inoltre è molto facile sbagliare il timing della bracciata e posizionarla in modo sbagliato sul muro, errore che causa una spinta poco efficiente e spesso “storta” (Vedi il caso della nuotatrice polacca finita addirittura in un’altra corsia).
Come virano gli olimpici?
La virata crossover è ormai la prediletta dagli atleti olimpici, che danno un peso maggiore ai vantaggi più che agli svantaggi che custodisce.
È interessante notare come soltanto qualche anno fa, fino alle manifestazioni avute luogo tra il 2022 e il 2023 ci fosse una maggior varietà di scelta del tipo di virata, mentre ora scegliere la virata crossover sembra esser una legge non scritta per un mistista di alto livello.
Per esempio, la campionessa canadese Summer McIntosh ai Mondiali di Fukuoka 2023 ha nuotato i 400 misti, nei quali ha ottenuto l’oro iridato, praticando la classica virata aperta, mentre la maggior parte delle sue avversarie sceglievano la cross over. Una scelta forse anche tattica, a dimostrazione di come in un 400 la bilancia pendesse più sul rischio di sbagliare che sull’efficienza.
Nell’ultimo anno però anche la 18enne dalle mille risorse si è adattata all’evoluzione di questa specialità, diventando anzi uno dei migliori esempi da cui imparare questa tecnica.
McIntosh, accompagnata da un altro esempio come Thomas Ceccon, hanno un approccio alla virata differente rispetto alla gran parte dei nuotatori. Nel percorso di assimilazione di questo gesto infatti, è spesso uso comune iniziare allenando l’arrivo sul fianco (opposto al braccio con cui si tocca il muro). Questo esercizio, seppur funzionale all’apprendimento più veloce, trascina spesso con sé degli errori poi difficilmente eliminabili in gara. Si aggiunge infatti un rischio: quello di toccare il muro non in posizione laterale, anzi con un angolo inferiore a 90°, ma già a pancia in giù.

Summer McIntosh ai Trials canadesi 2024 dove ha realizzato il record del mondo nei 400 misti (CBC Sports)
Si ricorda che le regole di World Aquatics stabiliscono che
(SW 9.4) Ogni frazione dev’essere terminata con le regole in vigore per lo stile interessato
La frazione a dorso deve dunque concludersi in posizione supina, e ogni altra variazione è considerata un’irregolarità, cui conseguenza è la squalifica.
L’arrivo sul fianco è facilmente osservabile anche nelle virate del pluri campione del mondo e specialista dei misti Leon Marchand, nonchè delle medagliate olimpiche dei 200 misti Alex Walsh, argento a Tokyo, Kaylee McKeown, di bronzo a Parigi.

Kaylee McKeown (sinistra) e Alex Walsh (destra) ai Mondiali di Fukuoka 2023
Il Rischio Squalifica e Le Controversie
Proprio queste ultime sono state più volte al centro di casi controversi a causa di questa imprecisione.
Mondiali di Fukuoka 2023
Durante le semifinali mondiali dei 200 misti entrambe sono state coinvolte in un caso di squalifica/non squalifica ambiguo. Come si osserva nelle immagini qui sopra, Kalylee McKeown rivolge prematuramente lo sguardo verso il muro, quasi a dimenticarsi di dover effettuare la virata a dorso-rana per iniziare la virata a dorso. Dalle immagini è però chiaro che l’atleta non prosegue la rotazione del corpo e tocca il muro regolarmente sul fianco.
Nella corsia adiacente invece la rivale Alex Walsh sembra arrivare al muro già con lo stomaco rivolto verso il fondo, prima di toccare il muro.
I giudici decideranno poi che l’australiana debba essere squalificata, insieme all’italiana Sara Franceschi e la britannica Katie Shannahan. Nessun provvedimento invece per l’americana.
Olimpiadi di Parigi 2024
Il karma però gira, ed è crudele. Durante la stessa gara dei giochi a cinque cerchi di Parigi infatti Alex Walsh è stata squalificata, dopo aver inizialmente vinto il bronzo, proprio a causa dello stesso errore che le aveva assicurato la medaglia di Fukuoka. Chi ha “giovato” di questa squalifica? Proprio la già bi-campionessa olimpica del dorso Kaylee McKeown, che dal quarto posto ha ottenuto un passaggio verso il podio.
Cambiare le regole?
Nella storia del nuoto non è raro che le regole vengano cambiate in base all’evoluzione dello sport e alla crscita di ambiguità di interpretazione. Fino al 1991 nella virata dorso-dorso era obbligatorio toccare il muro con la mano prima di effettuare la capriola, eseguendo dunque una vera e propria virata cross over. In seguito però alla difficoltà crecente nel riconoscere le irregolarità, la regola fu cambiata, permettendo la bracciata a stile al finche di realizzare la capirola in avanti.
Un altro caso è quello della gambata a delfino nella subacquea a rana: quando è diventato troppo complicato identificare le violazioni della regola, si è preferito regolarizzare il gesto.
Che possa succedere la stessa cosa per la virata dorso-rana?
Le critiche a questa proposta sono varie.
- Una delle caratteristiche dei misti è la presenza di vere e proprie transizioni, diverse dalle solite virate. Sarebbe un po’ come togliere le transizioni nel Triathlon, e rendere lo sport una mera unione di nuoto, bici e corsa, mentre è cruciale il ruolo che esse hanno nel rendere unica la specialità.
- Ci sarebbe anche una perdita in termini di intrattenimento e fascino: è interessante vedere come gli atleti si approcciano a questo elemento extra, e come ognuno ne può trarre guadagno.
E voi cosa ne pensate?