You are working on Localhost

Perchè Nelle Olimpiadi Antiche Non C’Era Il Nuoto?

by Sofia Altavilla 0

March 10th, 2025 Italia, News

Vi siete mai chiesti perchè il nuoto non facesse parte delle Olimpiadi degli antichi greci? Eppure la civiltà ellenica sorgeva sul Mar Mediterraneo, e la letteratura storica è colma di esempi che citano le abilità natatorie greche.

Erodoto nelle sue Storie addirittura faceva una vera e propria distinzione tra i Greci, nuotatori, e i barbari, coloro che non sapevano nuotare. Platone anche descriveva le persone ignoranti come “incapaci di leggere e di nuotare”. E allora com’è possibile che connessione così logica tra nuoto, Greci e Olimpiadi non sia mai avvenuta?

Un articolo di Edward Clayton del Marzo 2024 si propone di rispondere a questa domanda, evidenziando diversi argomenti, cautamente confutati, per poi giungere alla tesi: una gara di nuoto non avrebbe rappresentato fedelmente la kalokagathíā, la virtù greca del bello e buono.

Perchè dunque il nuoto non era presente alle Olimpiadi Antiche?

Perchè era difficile sanzionare le infrazioni

Una superficiale spiegazione che gli studiosi hanno provato a dare è che nei Giochi antichi, nel caso di falli o infrazioni nelle competizioni, la punizione non era la squalifica, bensì la fustigazione. Fustigare qualcuno sott’acqua non sarebbe stato efficace. 

Perchè non aveva valore militare

Sebbene le Olimpiadi Antiche non avessero come scopo quello di formare soldati, molto spesso le competizioni venivano vinte da questi, e le gare erano spesso una vetrina delle abilità proprie dei membri dell’esercito. Per questo motivo si è spesso cercato di spiegare la non presenza del nuoto alle Olimpiadi con l’argomento secondo il quale questa non sia un’attività militare.

Questo però è facilmente smentito tramite due confutazioni:

  • Saper nuotare era molto importante in guerra
    • Erodoto parla della battaglia di Ariabignes nella quale i soldati greci si sono salvati proprio grazie alle loro abilità natatorie.
    • Varie fonti raccontano di episodi nei quali nella guerra contro i Persiani, i nuotatori migliori tra i soldati Ateniesi intraprendevano operazioni subacquee al fine di sabotare le navi nemiche.
  • Non tutte le competizioni avevano valore militare.

Nella realtà dei fatti, è facile pensare a varie eccezioni tra le specialità presenti ai Giochi. Per esempio la gara con i carri, nei quali erano gli schiavi a montare i cavalli, e a svolgere dunque l’attività “militare”, nonostante fosse poi il padrone a ottenere il riconoscimento, o ancora il salto in alto presente nel pentathlon.

Viene così escluso un altro tentativo.

Perchè non era bello da vedere

Lo so, questa frase è una follia se pronunciata su Swimswam, ma è un’altra spiegazione che hanno provato a dare gli autori, basandosi su due asserzioni:

  • Nel nuoto non si vedono i corpi: è dunque impossibile perseguire l’obiettivo delle Olimpiadi stesse, ovvero mostrare al mondo la supremazia in quanto a virtù fisica e mentale dei Greci sul mondo.
    • A confutare questa tesi però c’è la domanda: allora perchè gli sport equestri erano accettati, se tanto non erano i padroni aristocratici e portatori della virtù greca a montare i cavalli, ma gli schiavi?
  • Il nuoto non era considerato bello nel suo movimento.

A favore di questa tesi c’è il fatto che se il nuoto fosse stato considerato un bel movimento, ci sarebbero molte più rappresentazioni artistiche. Inoltre, nell’Iliade è presente un passo nel quale Patroclo si rivolge a Cebrione, che ha appena ucciso, paragonandolo con scherno a qualcuno che si tuffa in acqua, a sottolineare anche come il movimento natatorie fosse ritenuto ridicolo sulla terra ferma (No way).

Difficile è però affidarsi a queste spiegazioni: probabilmente Patroclo intendeva infatti schernire la professione del pescatore, più che il nuotatore in sè, spunto su cui si tornerà tra poco.

L’attenzione rivolta ai corpi e all’aspetto fisico porta però a una notevole osservazione: la bellezza del corpo, come riflesso delle anime buone è la priorità per i Greci, e i soli che potevano permettersi quel fisico erano i frequentatori dei gimnasi. In poche parole, la classe operaia e più povera non rientrava in questa categoria.

Perchè il nuoto non rispecchia L’ECCELLENZA

Ed ecco l’ipotesi iniziale: che il nuoto fosse utile o no, affascinante o no, poco importava, il nuoto rappresentava soprattutto uno status sociale.

Interessante è il passo nel quale Socrate smonta il nuoto, affermando infatti che sia come la retorica: utile, ma ingannevole.

Rispondendo infatti a Callicle, difensore dell’arte manipolativa della retorica gli chiede

“Ma ora, pensi che ci sia qualcosa di grandioso nell’abilità del nuoto?”

E in seguito alla risposta negativa del sofista aggiunge:

“Eppure, sai, anche questa salva gli uomini dalla morte, quando si trovano in una situazione in cui quella abilità è necessaria.”

L’autore dell’articolo qui si discosta dalla mia interpretazione, definendo il nuoto come dissociato completamente dall’eccellenza e dall’aretè, la virtù greca.

Questa visione andrebbe infatti implementata, confermando che le diverse affermazioni di Socrate e Platone, suo tramite, sono coerenti.

Coloro che imparavano a nuotare facevano parte dell’aristocrazia greca, e ciò era qualcosa da rispettare in quanto l’abilità veniva imparata per educazione e salute fisica. Ciò che invece, secondo la mentalità oligarchica antica, (ma non solo) dell’Occidente, non poteva essere rispettata era la classe povera.

Poiché infatti le Olimpiadi erano dei Giochi ai quali potevano partecipare tutti gli uomini liberi con cittadinanza greca, introdurre il nuoto avrebbe portato alla partecipazione di persone come i pescatori, e i lavoratori che, per necessità, non istruzione, sapevano nuotare anche meglio degli aristocratici. La classe aristocratica infatti, non nuotava davvero così tanto, ma utilizzava il privilegio del poter imparare a nuotare come simbolo del proprio status. 

In questo modo in una gara di nuoto alle Olimpiadi antiche avrebbero dunque vinto dei semplici pescatori di provincia. Essi non potevano rappresentare l’eccellenza atletica perchè non erano portatori di quella virtù greca, e spesso neanche di salute fisica. Inoltre, data la loro scarsa condizione economica, ci sarebbe stato il rischio che questi gareggiassero per i premi in denaro, quando nell’antica Grecia gli atleti non erano professionisti, non ambivano a vivere grazie allo sport, ma solo alla gloria per la propria città e loro stessi.

0
Leave a Reply

Subscribe
Notify of

0 Comments
newest
oldest most voted
Inline Feedbacks
View all comments